25 aprile 2009

Catacombe ebraiche di Villa Randanini - Roma

Partecipanti: Marco Nardelli, Laura Lombardi, amici di Sotterranei di Roma


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19 aprile 2009

Cloaca Maxima - Roma

Partecipanti: Marco Nardelli, Laura Lombardi, amici di Sotterranei di Roma


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04 aprile 2009

Emissario del lago di Nemi - Genzano (RM)

Partecipanti: Marco Nardelli, amici di Sotterranei di Roma


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15 ottobre 2005

Piramide Cestia

Partecipanti: Marco Nardelli, Laura Lombardi, Marco Placidi, ??


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La visita è organizzata da 'Roma Sotterranea' e il ricavato dei biglietti (9€ a persona) è destinato alla popolazione del Pakistan colpita da un terremoto devastante.
L'appuntamento è per le 16, davanti ai cancelli di ferro dell'area archeologica. Hanno aderito all'iniziativa parecchie persone e la guida incaricata di fornirci informazioni storiche sul monumento ha un po' di difficoltà a farsi seguire da tutti.
Scendiamo i grossi scalini di pietra che portano all'area archeologica, un po' trascurata e incolta per la verità, dominio incontrastato di gatti di tutte le razze e dimensioni. Radunati davanti all'ingresso alla cripta, una piccola porta di legno sul lato della piramide rivolta all'interno delle mura aureliane, la guida comincia ad illustrarci la storia che ha portato all'antica e unica testimonianza di monumenti funerari di questo tipo a Roma.
Sembra che fino al XV secolo ci fosse un'altra piramide all'interno del borgo vaticano, ma che poi, in epoche successive è stata demolita per stupide esigenze edilizie.
La Piramide Cestia (o di Caio Cestio Epulone) è riuscita a rimanere integra fino ai giorni nostri a causa della lungimirante idea di inglobarla nella fortificazione delle mura aureliane (piuttosto che demolirla, si è preferito utilizzare la sua possente struttura come bastione difensivo).
Della camera sepolcrale vera e propria è rimasto ben poco a causa di un antico saccheggio che, tramite un preciso scavo trasversale dal piano di calpestio dell'epoca, ha incredibilmente raggiunto la camera funeraria e ci ha lasciato solamente pochi affreschi sui muri.
L'entrata attuale è stata ricavata da una perforazione risalente al XVII secolo e ottenuta durante le opere di restauro volute dal papa Alessandro VII. Si tratta di una piccola apertura sul lato occidentale: di qui, attraverso un cunicolo rivestito di laterizio, si perviene all'angusta camera funeraria, interamente affrescata di bianco e abbellita da delicate decorazioni.
Entriamo in gruppi di circa 15 persone alla volta per evitare di affollare la piccola saletta interna. Il corridoio che conduce alla camera sepolcrale è basso e costringe a proseguire curvi per una decina di metri. Si arriva in una saletta, ora illuminata da fari elettrici, che presenta una grossa apertura sul lato sinistro, prodotta dai tombaroli che hanno profanato il sepolcro in tempi antichi, oltre a un grosso varco sul muro frontale nel quale era probabilmente inserita una statua funebre. Anche sul soffitto è presente un grosso foro attraverso il quale si è tentato di raggiungere eventuali altre stanze. Tutto ciò che resta sono alcuni delicati disegni in affresco sulle pareti laterali e sulle volte che rappresentano divinità del culto dei morti.
Terminata la visita raggiungiamo nuovamente l'uscita e visitiamo il lato sinisto della piramide, annerita dallo smog cittadino, sulla cui parete è visibile la copertura sostituitiva in prossimità del grosso tunnel scavato dai tombaroli e sito a circa 5 metri dall'attuale livello.

31 dicembre 2004

Labirinto del Castello - Budapest

Partecipanti: Marco Nardelli, Laura Lombardi, Carlo Marella, Stefania Daniele



23 maggio 2004

Emissario del lago di Nemi - Genzano (RM)

Partecipanti: Marco Nardelli, Marco Placidi, Laura Lombardi, ??



Appuntamento alle 15.45 con Marco Placidi davanti al museo delle navi romane di Genzano sul lago di Nemi. E' in programma la visita all'emissario del lago che attraversa la collina fino alla valle di Ariccia e che fu costruito dalle popolazione aricine nel IV secolo a.C.

Distribuiti caschi e stivali a tutti i partecipanti ci avviamo ad una piccola passeggiata fino all'imboccatura del passaggio. Siamo in circa 20 partecipanti e il tempo sembra volgere al brutto.

Dopo circa 10 minuti ci troviamo dinanzi al cancelletto che blocca l'ingresso al cunicolo. Marco ci fa una rapida e precisa panoramica della storia dell'emissario e delle modalità di costruzione. Accesi i faretti e le lampade ci inoltriamo nell'oscurità. Laura è emozionata perchè per lei è la prima esperienza in una grotta, sia pur artificiale.

Il primo tratto è abbastanza basso e si procede curvi per circa 40 metri. Poi il condotto si allarga ed è possibile camminare eretti, facendo sempre attenzione a non urtare con la testa al soffitto di altezza variabile. Per quasi tutto il percorso c'è una tubazione a livello del terreno che rende difficile la percorrenza e in alcuni punti, le staffe di giunzione creano un pericolo per potenziali urti (ne faccio le spese io nel viaggio di ritorno urtando col ginocchio sinistro).

In alcuni punti il condotto si allarga abbastanza da rendere possibile una sosta per prendere fiato tutti insieme e partecipare ad alcune battute di spiegazione di Marco. A circa metà percorso il fondo si fa bagnato (in alcuni punti l'acqua arriva a 10-15 cm.) a causa di una infiltrazione di acqua piovana che forma una sorgente interna. Il calcare si è accumulato in quantità sul fondo rendendolo completamente bianco.

In un paio di punti incontriamo i raccordi e le giunzioni fatte dagli antichi costruttori per rendere lineare il condotto. A circa 3/4 del percorso notiamo l'opera di scavo dei "fossores" nell'intrusione basaltica, realizzata con l'ausilio di un complesso macchinario simile ad una trivella manuale e che ha permesso la realizzazione dell'opera con enorme dispendio di forze.

Il condotto termina aprendosi sulla vallata di Ariccia con un'apertura molto bassa e uscendo ci accorgiamo con dispiacere che sta piovendo. Usciamo giusto il tempo di prendere una boccata di aria fresca e di ammirare il panorama (Laura riempie anche una bottiglietta d'acqua da una fontana lì vicino). Poi, dopo una piccola pausa, torniamo abbastanza rapidamente indietro ripercorrendo l'intero condotto fino al punto in cui si dirama dal "discensores", cioè il primitivo scavo soprastante il livello del lago. Risaliamo da tale cunicolo evitando di rifare il tratto basso percorso all'andata ed uscendo dall'entrata che fu in origine il punto d'inizio dello scavo.

Raggiungiamo da un sentiero nella vegetazione il punto da cui era iniziata l'escursione e fatte alcune foto di rito torniamo alle macchine per cambiarci.

14 dicembre 2003

La catacomba "Ad Decimum" - Roma

Partecipanti: Marco Nardelli, Marco Placidi, Laura Lombardi, ??




18 settembre 2003

Cloaca Maxima - Roma

Partecipanti: Marco Nardelli, Marco Placidi, Giulia Pietroletti, Adriano Morabito

07 dicembre 2002

Villa Adriana - Tivoli (RM)

Partecipanti: Marco Nardelli, Carlo Marella, Marco Placidi, Giulia Pietroletti, il prof. Hubertus Manderscheid, ?, ?


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Appuntamento ore 9.15 davanti all'ingresso turistico di villa Adriana a Tivoli. Io e Carlo giungiamo prestissimo ma anche gli altri sono come sempre puntuali: Marco Placidi con una sua amica, l'archeologo Hubert, Giulia, e altri due ragazzi che hanno appena terminato il corso speleo all'ASR86.

L'archeologo ci conduce in un magazzino dove possiamo vestirci.

Io, Carlo e Giulia ci caliamo nell'apertura avvistata la volta scorsa sul serapeo e per la quale attendevamo l'autorizzazione a procedere per l'esplorazione.

Ci assicuriamo ad un albero posto più in alto e scendiamo. L'apertura si pone come una nicchia nella parete nella quale si scorge un'altro piccolo buco, largo abbastanza per infilarvicisi.

Entrano prima Carlo e Giulia, poi io: scopriamo un vastissimo ambiente riempito di materiale di crollo e più in là un dedalo di ampi cunicoli che sembrerebbero svilupparsi in una grande cava di pozzolana. Avvisiamo Marco Placidi che ci raggiunge con la macchina fotografica e dopo una rapida esplorazione degli ambienti decidiamo di cominciare a fare il rilievo della prima sala.

Restiamo io, Carlo e Giulia e terminiamo il rilievo per le 13.00. Poi, siccome Carlo deve rientrare a Frosinone presto, decidiamo di andare e dopo esserci rivestiti e aver consumato un rapido spuntino ad una pizzeria poco distante, torniamo a Roma per le 16.00.

28 settembre 2002

Villa Adriana - Tivoli (RM)

Partecipanti: Marco Nardelli, Marco Placidi, Federica, Giulia Pietroletti, Marco, Fabrizio, Beatrice, l'archeologo il prof. Hubertus Manderscheid, ?, ?



Appuntamento ore 9.30 davanti all'ingresso turistico di villa Adriana a Tivoli. Puntuali come sempre tutti. Più tardi arrivano altre 3 persone (mi ricordo solo Marco e Federica).

L'archeologo ci conduce in un magazzino dove possiamo vestirci. Poi ci dividiamo in due squadre per fare due rilievi diversi: io e Fabrizio andiamo ad esplorare e rilevare il condotto di carico/scarico del Canopo (gli addetti dell'area archeologica si sono prodigati nei giorni scorsi per chiuderla con una valvola e svuotarla).

L'accesso è all'inizio agevole ma poi alla prima diramazione si fa basso e il condotto va esplorato carponi. C'è fango e molti animali morti, oltre a innumerevoli lombrichi, millepiedi e scorpioni.

Effettuiamo il rilievo fino a circa metà del percorso, poi siamo costretti a fermarci a causa di un forte odore di decomposizione (pesci morti). Il rilievo ha comunque successo in quanto da quel punto il condotto prosegue in senso rettilineo per altri 60mt circa.

Riusciamo pieni di fango verso le 12.30. Il prof. Manderscheid ci rifocilla con una pagnotta e mortadella e formaggio.

Dopo pranzo io, Marco Placidi e Fabrizio (gli unici con imbrago e bloccanti) scendiamo sul fondo di una cisterna (piccola discesa di 4 metri) e facciamo il rilievo di alcuni segmenti dell'ampia cavità. Marco ha un incontro ravvicinato con una grossa biscia e si spaventa. Alla fine stanchi, usciamo verso le 15 per cambiarci e tornare a Roma.